Il focus analizza il decreto-legge n. 66 del 7 maggio 2026, recante “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”, volto ad incrementare l’offerta di alloggi attraverso un programma di riqualificazione del patrimonio pubblico di edilizia residenziale pubblica e sociale, prevedendo altresì la promozione di interventi di edilizia integrata.
L’obiettivo del Piano Casa è di rendere, complessivamente, disponibili circa 100 mila alloggi in dieci anni, mettendo a disposizione degli interventi oltre 10 miliardi di euro e intervenendo su tre pilastri.
Il primo pilastro si basa su un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata, prevedendo il recupero di circa 60 mila alloggi popolari che richiedono interventi di ristrutturazione. Per l’attuazione di tali interventi è previsto un pacchetto di semplificazioni e la nomina di un Commissario straordinario a cui è devoluto il compito di attuare il piano di recupero e manutenzione. Saranno attuati altresì un programma di riscatto di immobili ERP da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari per la locazione a lunga durata con facoltà di riscatto.
Il secondo pilastro è dedicato all’housing sociale, realizzato attraverso la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR denominato Fondo housing coesione, delle risorse di derivazione europea e nazionale destinate all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo. In tal modo si renderà possibile aggregare le risorse europee e nazionali dedicate all’housing sociale per organizzarle in programmi di intervento coordinati e misurabili.
Il terzo pilastro mira all’attivazione di investimenti privati al fine di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati.
Si introducono semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori esteri, applicabili ai soli alloggi di edilizia convenzionata. A fronte di tali semplificazioni, l’investitore dovrà garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato.