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Salario giusto e incentivi al lavoro per circa 1 miliardo di euro

Data 04/05/2026

 

Il Consiglio dei ministri ha deliberato il decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 99 del 30 aprile 2026, con stanziamenti complessivi di circa 1 miliardo di euro per il triennio 2026-2028.

L’accesso ai benefici previsti dal presente decreto è subordinato alla corresponsione da parte delle imprese del salario giusto, ossia un salario almeno pari al trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nel settore privato.

 Le principali misure introdotte sono le seguenti.

Incentivi all’occupazione per il salario giusto

Ai datori di lavoro privati, che dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sono riconosciute le seguenti agevolazioni per le assunzioni.

Bonus Donne 2026

Esonero per donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da 24 mesi, dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un massimo di 24 mesi nel limite di 650 € su base mensile (800 € se residente nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno).

Bonus giovani 2026

Esonero contributivo del 100% per gli under 35, privi da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito, per un periodo di 24 mesi per 500 € su base mensile. L’esonero è riconosciuto nel limite di 650 € per i datori di lavoro privati che assumono lavoratori in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Non si applica al lavoro domestico e all’apprendistato.

Inoltre, per gli under 35 mai occupati a tempo indeterminato, è previsto l’esonero al 100% dei contributi previdenziali per un periodo massimo di 24 mesi nel limite massimo di 500 € su base mensile, nel caso in cui i datori di lavoro trasformino i relativi rapporti di lavoro a tempo determinato non dirigenziale in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Si applica alle trasformazioni effettuate dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità dei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati entro il 30 aprile 2026 e sono esclusi i rapporti di lavoro domestico e i rapporti di apprendistato.

Bonus ZES 2026

Esonero contributivo del 100% per i datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti e che assumono, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, disoccupati da almeno 24 mesi di età pari o superiore a 35 anni presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno. L’esonero è erogato per un periodo fino a 24 mesi nel limite di 650 € su base mensile.

Requisiti per i Bonus Donne 2026, Bonus Giovani 2026 e Bonus ZES 2026.

  • Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto, calcolato sulla differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti. Per i dipendenti con contratto a tempo parziale, il calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore pattuite e il numero delle ore che costituiscono l’orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno;
  • il datore di lavoro non deve aver proceduto a licenziamenti nei sei mesi precedenti, pena la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito;
  • l’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento;
  • dall’esonero sono esclusi i premi e contributi dovuti all'Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).

Sostegno alle imprese con certificazione di parità

Le misure a sostegno delle imprese con certificazione di parità al fine di sostenere la conciliazione tra famiglia e lavoro, la maternità e la paternità sono:

  • esonero del versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50 mila € annui. L'esonero è riconosciuto nel limite di 7 milioni per l'anno 2026 e di 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028;
  • benefici connessi alle attività di promozione di competenza dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE).

Rinnovi contrattuali

La normativa promuove il tempestivo rinnovo dei CCNL alla scadenza, al fine di tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori.

In aggiunta, si prevede che in caso di mancato rinnovo dei contratti collettivi entro i primi 12 mesi successivi alla naturale scadenza, le retribuzioni sono adeguate, a titolo di anticipazione forfettaria dell’incremento retributivo, di un valore pari al 30%della variazione dell'IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato, calcolato dall’Istat), fatte salve eventuali diverse pattuizioni contrattuali in uso.

Applicabilità della misura:

  • la nuova disciplina si applica ai CCNL che scadono successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, mentre per i CCNL già scaduti le presenti disposizioni si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2027;
  • la norma non si applica per i settori caratterizzati da elevata stagionalità e variabilità dei ricavi;
  • il contributo di assistenza contrattuale, ove previsto, non può essere riconosciuto decorsi dodici mesi dalla scadenza naturale del contratto.

Contrasto al caporalato digitale

Ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro mediante piattaforma digitale rilevano le concrete modalità di svolgimento della prestazione, indipendentemente dalla qualificazione formale attribuita dalle parti. I lavoratori intermediati da piattaforme digitali sono qualificati, salva prova contraria, quali lavoratori con rapporto subordinato, con il complesso delle tutele che ne derivano.

Pertanto, i gestori delle piattaforme sono tenuti:

  • ad integrare nelle comunicazioni obbligatorie periodiche le informazioni sul tempo e luogo delle prestazioni effettuate;
  • ad informare il lavoratore sulle modalità di funzionamento dei sistemi automatizzati o algoritmici utilizzati per l’assegnazione delle attività, e in particolare sulla determinazione dei compensi e sulla valutazione delle prestazioni;
  • a garantire al lavoratore, su richiesta, una spiegazione intelligibile della decisione automatizzata che incida sulle condizioni di lavoro o sul compenso e al riesame mediante intervento umano;
  • a provvedere annualmente alla formazione dei lavoratori tramite piattaforma SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa), inclusa quella obbligatoria in materia di salute e sicurezza;
  • ad annotare mensilmente, a decorrere dal 1° luglio 2026, nel libro unico del lavoro il numero di consegne e l’importo totale erogato.