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Energie rinnovabili: 23 miliardi disponibili con il decreto FER X

Data 28/08/2026

Il decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 18 giugno 2026 disciplina il meccanismo di sostegno alla produzione di energia elettrica dedicato agli impianti alimentati da fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato, promuovendone l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, in misura adeguata al perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2030.

Il provvedimento è finalizzato a incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e stabilisce le modalità e le condizioni per accedere agli incentivi fino al 31 dicembre 2030.

La Commissione europea ha approvato, infatti, un regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di elettricità da fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi del Patto per l’industria pulita. La misura contribuirà alla transizione verso un’economia a zero emissioni nette e al raggiungimento dell’obiettivo europeo in materia di energie rinnovabili fissato per il 2030. Il regime è stato approvato nell’ambito della disciplina per gli aiuti di Stato a sostegno del patto per l'industria pulita (CISAF), adottata dalla Commissione il 25 giugno 2025.

Viene previsto un contingente massimo di 37,15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile e si fa distinzione in base alla potenza nominale dell’impianto:

  • accesso diretto per gli impianti di minore dimensione;

  • procedure competitive per quelli più grandi.

Destinatari del decreto sono:

  • gli impianti solari fotovoltaici;

  • gli impianti eolici;

  • gli impianti idroelettrici;

  • gli impianti di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione

L’aiuto assumerà la forma di pagamenti variabili nell’ambito di contratti bidirezionali per differenza (“CfD”), che prevedono un premio per ogni kWh di elettricità prodotto e immesso nella rete, basato su un cosiddetto prezzo di esercizio. Se i prezzi di mercato dell’elettricità sono inferiori al prezzo di esercizio, lo Stato paga la differenza. Se invece sono superiori, le imprese restituiscono la differenza. I CfD avranno una durata di 20 anni.